Lo slowplay nel poker: come funziona?

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Slowplay è ingannare gli avversari, tenendoli il più possibile nella mano quando si ha un punto forte. Secondo David Sklanski, ne “La Teoria del Poker” le condizioni ideali per questa tattica sono:

  1. avere una mano molto forte
  2. una carta libera o leggera che lasci prendere agli altri giocatori deve avere buone probabilità di rendere loro la mano migliore dopo la tua.
  3. La stessa carta deve avere poche possibilità di rendere qualcuno più forte di te
  4. Devi assicurarti di “spaventare” via gli avversari con l’essere aggressivi, ma se non lo fai avrai una buona chance di vincere un po’.
  5. Il piatto non deve essere troppo grande

 

L’unica cosa che aggiungerei a questa lista, per renderla più adatta a giochi con grandi cifre in gioco, è di pesare i vantaggi di uno slowplay paragonato a cosa avresti potuto vincere da quelle mani migliori dopo le tue che ti avrebbero pagato un po’ ma finiscono con il perdere un piatto più piccolo a causa del tuo slowplay. In giochi con un limite fissato di solito non è tanto, ma in giochi a grandi cifre ti costa parecchio. Si rischia di perdere molto di più, ma questo non vuol dire che ancora non può essere la tattica corretta, semplicemente ci vogliono condizioni ancora più ideali di quelle descritte da Sklansky.

 

Dimostrazione

Supponiamo che il piatto sia al momento 100 euro. Decidi di scommettere l’80% del piatto. Devi scegliere però cosa fare, se scommettere le tre carte, o passare il flop e poi scommettere il turn e il river.

Slowplay, giocando puntando l’80%, ti potrebbe triplicare le vincite.

 

Esempio

Stai giocando un partita 5/10euro NLHE, con a disposizione 1000euro in chips. Apri con 45euro UTG+1 con 77, un giocatore chiama, gli altri passano. Il flop arriva K 7 2.

Anche se la tua mano è quasi invulnerabile, dovresti puntare. C’è una mano migliore per il tuo opponente che potrebbe liquidarti: una coppia di re.

Quando il tuo avversario ha una coppia, slowplay al flop ti costa 536 euro. Quindi, basta che tenga una coppia il 16% delle volte per rendere la giocata veloce normale superiore allo slowplay.

 

Stack più basse

 

Tutto ciò mette in conto che le tue stack, ovvero le tue chip a disposizione siano abbastanza per ottenere tre scommesse dalla tua mano. Lo slowplay qui è più sicuro se una delle tue puntate sarà abbastanza per prendre tutti i soldi in ogni caso.

In questo esempio, se a disposizione effettivamente avessi 300-400 euro slowplay sarebbe la cosa corretta da fare.

 

Avversari aggressivi

 

C’è più gusto a giocare lo slowplay contro giocatori che bleffano molto e puntato poco. Mettiamo caso che tu fossi fuori posizione e sicuro che il tuo avversario scommetta l’80% del piatto con la miglior coppia tutte e tre le volte, se continui a passare e chiamare.

In quel caso slowplay sarebbe la cosa giusta da fare, anzi potresti addiritttura vincere più soldi.

Se tu fossi in posizione però devi ancora scommettere sul flop perché il tuo avversario non avrebbe la possibilità di puntare alla pari anche se volesse.

 

Schiacciare il mazzo

 

Nel nostro esempio l’avversario potrebbe benissimo superarti con una coppia. Ma se invece tu avessi KK, nella stessa situazione, passare avrebbe avuto molto più senso. Ci sarebbe un solo K rimasto, e con qualsiasi cosa che sia mino, anche una coppia di 7, difficilmente sarà esaltato all’idea. E soprattutto non ci sono brutte sorprese per te.

 

Sotto-scommettere

 

Una piccola scommessa di ¼ o ½ del piatto è un’alternativa a passare spesso dimenticata quando vuoi usare lo slowplay in una mano forte.

Una scommessa piccola può anche essere vista come un segno di debolezza, facendo aumentare all’avversario con un draw o meno. Potrebbe anche spingere l’avversario a chiamare o aumentare con carte superiori come AK che stava pianificando di passare in puntate più grandi. Una sottoscommessa quindi può essere un’opzione valida quando credi che il tuo avversario sia debole ma la tua mano abbastanza forte da iniziare a costruire un bel bottino.

 

Mani moderatamente forti

 

Mani che sono buone ma non fantastiche sono spesso le miglior candidate per uno slowplay. Se pensi che la tua mano non sia abbastanza forte per scommettere tre volte, allora non ti costi soldi passando al flop o turn nello stesso modo che faresti con una mano più forte.

 

Contro opponenti aggressivi e diretti, passerei il flop e puoi chiamerei scommesse sul turn e la maggior parte dei river o scommetteri sul turn e river se il mio avversario passa.

 

Giocatori più sofisticati potrebbero essere sospettosi del fatto che hai passato. Capirebbero che il tuo check significa che non hai bisogno di bleffare, e quindi non farebbero dei grandi errori. Contro questo tipo di giocatori è meglio scommettere e pensare di passare la maggior parte dei turn e andare per più valore sul river.

 

Equilibrio

 

Finora abbiamo considerato tutto questo in una situazione puramente teorica. Ci sono circostanze dove potresti scegliere di usare lo slowplay con delle mani molto forti in modo da dare più credibilità ai tuoi bluff futuri.

 

La lezione qui è che devi passare mani che sono buone abbastanza per chiamare altre scommesse ma che non devono necessariamente essere le più forti di sempre. Mani che sono abbastanza forti di cui abbiamo parlato prima sono in generale le migliori per un “check equilibrato”.

 

Conclusione

 

Quando la tua mano è abbastanza forte da scommettere tre volte, corri un grande rischio decidendo di usare lo slowplay in partite a grandi cifre. Tuttavia questa scelta può ancora essere giustificata, ma richiede circostanze più specifiche che in partite a limite fisso.