Il sogno del gioco pubblico: tramontato ma non svanito

Bonus senza deposito:

Bonus di benvenuto:
100% fino a 10€

Bonus senza deposito:

Bonus di benvenuto:
50% fino a 35€

Bonus senza deposito:

Bonus di benvenuto:
100% fino a 20€

Bonus senza deposito:

Bonus di benvenuto:
100% fino a 20€

Bonus senza deposito:
2€

Bonus di benvenuto:
100% fino a 20€

Bonus senza deposito:

Bonus di benvenuto:
100% fino a 10€

Bonus senza deposito:

Bonus di benvenuto:
20% fino a 50€

Bonus senza deposito:

Bonus di benvenuto:
100% fino a 5€

Bonus senza deposito:

Bonus di benvenuto:
25% fino a 20€

Il gioco pubblico in Italia

Il mercato del gioco pubblico italiano, ormai dagli anni ’90, subisce continui stravolgimenti dovuti al cambiamento delle esigenze dei giocatori, delle loro richieste e delle proposte di legge, poste in atto o meno, valutate dallo stato italiano. Ma andiamo con calma, analizzando la situazione passo per passo.

Risultati immagini per AAMS

Originariamente, nel nostro Paese, il gioco d’azzardo è sempre stato vietato e sono state promulgate leggi contro la dipendenza dal betting; è opportuno, però, fare una doverosa precisazione: in Italia si distingue fra gioco d’azzardo, nonostante sia il termine più utilizzato, e spesso abusato, e gioco pubblico. Il gioco pubblico viene definito come l’insieme dei giochi d’azzardo, d’abilità e d’alea (ossia legati alla probabilità) regolamentati da un organo specifico, ossia l’AAMS, l’Associazione Autonomia dei Monopoli di Stato, che oltre ai classici tabacchi e lotterie, si occupa anche di regolamentare il gioco d’azzardo, al fine di garantire un equilibrio fiscale e preservare la salute mentale degli scommettitori. Oggi, questa istituzione statale è confluita nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, mantenendo comunque il ruolo di tutrice dell’ordine, dal punto di vista legale, del gioco d’azzardo, sia fisico che online; in Italia, infatti, ogni agenzia di betting e bookmaking accettata dallo stato deve presentare la concessione AAMS, che sul web è evidente con un apposito bollino. Queste misure, oltre che per le motivazioni citate in precedenza, sono state adottate per evitare che un solo marchio di scommesse, o un gruppo molto ristretto, potesse monopolizzare questo mercato nel nostro Paese, e dar vita ad una propaganda scorretta nei confronti degli scommettitori italiani.

Il gioco d’azzardo prima dell’avvento dell’AAMS

In principio, potremmo dire metaforicamente, il sole non era ancora sorto, e regnavano le tenebre. Nei primi periodi in cui si è diffuso il gioco d’azzardo, questo era tipico di associazioni illegali, motivo per cui, con la diffusione di questo genere di scommesse, il Paese si è trovato a dover gestire due istanze: la prima, tentando di arginare questo fenomeno, combattendo questo genere di attività, risultò quasi fallimentare, visto che le associazioni che proponevano scommesse di questo tipo erano aumentate esponenzialmente, nel periodo in cui si provò a combattere l’illegalità. In un secondo momento, il sole iniziò a sorgere sul mondo del gioco pubblico: il gioco d’azzardo fu regolarizzato, nel tentativo di poter proporre un’alternativa legale alle scommesse sottobanco, cercando di equilibrare la cosiddetta febbre del gioco e dando nuova linfa alle casse dello Stato, costantemente in deficit negli ultimi anni. Il mondo del betting è riemerso dal mercato nero, ed in seguito, lo Stato ha cercato di raggiungere un equilibrio che potesse garantire i bisogni principali dello Stato italiano e dare vita ad un mercato ragionevole, in grado di mettere d’accordo tutte le parti coinvolte in questo business, sempre più vasto e ricco: basti pensare che il mondo delle scommesse ha trovato in Italia un terreno fra i più floridi in Europa, generando miliardi di euro fra spesa dei consumatori e guadagno dei marchi di betting e casinò online: metaforicamente parlando, il sole era al proprio zenit, in questo settore. Tutto questo allo scopo di creare, appunto, un settore sostenibile. E un Paese migliore. Rimettendo al centro lo Stato, nel presidio del comparto e della legalità, e la tutela dei cittadini tra gli interessi principali dell’agenda politica. Salvo poi accantonare gran parte di quelle riforme indicate dalla Delega, fino ad abbandonarle del tutto. Proprio la diffusione del gioco in rete ha contribuito ad una sostanziale modifica del mercato delle scommesse, considerando che le modalità di bookmaking sul web hanno attirato scommettitori provenienti da ogni dove, incrementando ulteriormente i margini di guadagno, di per sé già molto alti, di questo business, compromettendo in parte l’equilibrio descritto poc’anzi.

Cercando di raggiungere la stabilità descritta, lo Stato ha tentato di combattere la pubblicità aggressiva in ogni modo, arrivando alla diffusione del bollino No-Slot, incompatibile con alcune delle stesse leggi statali, ed al divieto di pubblicizzare attraverso alcun canale nazionale i marchi di betting, assestando un colpo molto pesante all’evoluzione, nel breve termine, di questo mercato sul territorio nazionale, ed inasprendo le misure prese con un innalzamento delle imposte sulle slot machine ed una limitazione della concessione AAMS, in base alle ultime norme promulgate dagli organi legislativi del nostro Paese. Man mano, con il passare del tempo, il sogno del gioco pubblico, come il sole del betting, sta tramontando, dopo che il nostro Paese aveva appena raggiunto risultati incredibili in termini di emersione e tutela dei consumatori proprio in questo settore, dopo anni di duro lavoro e di politiche internazionali, lasciando però ancora una speranza: l’equilibrio può ancora esistere, basta solo rivedere le norme promulgate in passato per questo settore economico, la reazione dei consumatori e dei marchi di gioco pubblico (rendendo più fastidioso che utile ottenere la concessione AAMS) ed infine le fluttuazioni del mercato delle scommesse.

Gioco pubblico: nuovi scenari legislativi

Nel tentativo di evitare il tracollo finale, ed il conseguente svanimento del sogno del gioco pubblico, lo Stato sta provando a dare origine ad una serie di manovre legate a questo mercato, cercando di rimettere in piedi un mercato ormai imprevedibile ed a rischio: il cosiddetto Decreto Dignità, la cui scadenza ormai incombe (prevista per gennaio 2019), e che ha presentato alcune peculiarità insolite, come il Logo No Slot, citato in precedenza, il monitoraggio dell’offerta di gioco, il divieto di pubblicità, per quanto riguarda giochi e scommesse e le misure preventive a tutela dei minori. Questi provvedimenti sono stati ideati con il fine di non provocare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, tenendo in piedi tutto il sistema economico italiano del betting, includendo un’adeguata spesa per la prevenzione di fenomeni come la malattia del gioco d’azzardo. Le tempistiche, a livello legislativo, sono decisamente stringenti, considerando che la prossima occasione utile è prevista per la discussione parlamentare in merito alla legge di bilancio dei prossimi mesi. Nel frattempo, tutti coloro che hanno investito grandi somme nell’ambito del gioco pubblico, ed anche chi frequenta quest’ambiente in qualità di cliente, dovranno tenere le dita incrociate per comprendere come si svilupperà il loro futuro, indipendentemente dal ruolo che rivestono, nella speranza che il sole, nonostante sia appena passato il momento del tramonto, possa nuovamente tornare a splendere sulla vallata del betting.